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(3) "Il sonno diurno è meno ristoratore del sonno notturno, qualunque possa essere la sua durata e l'occupazione dell'individuo; è relativamente più superficiale ed in ogni caso meno continuativo (cioè meno esente da interruzioni). Tutte le funzioni dell'organismo (cuore, respiro, ecc.), che durante il sonno notturno restano automaticamente diminuite o rallentate, sottostanno durante il sonno diurno a marcati disturbi, tanto nel ritmo quanto nella costanza (durevolezza). Il sonno diurno raggiunge solo raramente - in casi di eccezionale stanchezza intellettuale o fisica - la profondità e l'intensità del sonno notturno ... ... La salute dell'individuo, costretto anche soltanto ad intervalli di turno al lavoro notturno, viene scompaginata. Accade oltre a ciò che il lavoro notturno amareggia l'esistenza dell'uomo sottraendolo e rendendolo semi estraneo alla sua famiglia e togliendogli la possibilità di partecipare alle comuni aspirazioni di coltura ed a quant'altro di bello esiste, che rende la vita degna di essere vissuta ".
(Il lavoro notturno, Luglio 1913, Supplemento al n. 7)