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(1) "Dunque: il dormitorio in parola è un vasto fabbricato di legno, sito vicino alla stazione elettrica della stazione centrale di Milano; l'altezza del fabbricato è di circa 5 metri, divisa a metà da un corridoio ai due lati del quale vi sono tanti usci mediante i quali si accede in diverse camere capaci di alloggiare due persone ciascuna. Giaciglio: una -branda di ferro con materasso di crine vegetale, duro come la coscienza di uno strozzino, del peso di 12 Kg. (non la coscienza, il crine della branda), le fodere contenenti tale crine hanno il colore della sporcizia, il ferroviere si corica su quel letto, e per coprirsi due coperte di lana, nauseabonde, sottili e logore che non basterebbero a ricoprirsi le membra intirizzite del poverello di Assisi; le coperte: girate e rigirate alla mattina, il lembo di esse che prima era stato sui piedi dell'uno va a finire sulla bocca dell'altro e viceversa. Riscaldamento a Termo Sifone: tutto l'inverno è stato gelidamente attivo, filtrazione continua della tramontana fra le fessure della sconquassata baracca, in modo da ridurci rannicchiati per tutta la notte invocandone presto la fine onde por termine a simile tortura, che nessuna mente sapientemente inquisitrice avrebbe potuto inventare. Ora facciamo un ragionamento semplice: dopo l'esposizione di questi fatti indistruttibili, un agente che non avendo potuto riposare, non può trovarsi in grado di fare un altro lavoro, e perciò, si rifiutasse di riprendere il lavoro, cosa direbbero i signori superiori?"
L'igiene dei Macchinisti e Fuochisti - Aprile 1909 Cannobbio Enrico Alessandria.
"Tutti questi reclami sono i soliti ritornelli che quotidianamente si vanno ripetendo più o meno in tutti i dormitori... pardon, stallaggi dell'Itala azienda ferroviaria statale. Ma come se ciò fosse poco, si deve ancora aggiungere lo stato d'abbandono in cui sono tenuti. Alcuni sembrano stalloni militari, altri tetri avanzi di conventi, altri, come le catapecchie di Pisa, veri colombai luridi in cui si vergognerebbero di albergare perfino le nottole!... E intanto il vento sibila dalle fessure facendo sentire l'ebrezze mattutine, e il fumo e lo stridore continuo dei treni ci diletta, e il fetore delle latrine ci allieta il respiro, e il lezzo, la sporcizia e altri insetti ci fanno degna compagnia! ....
(I nostri dormitori, Noi, Maggio 1910)