LUGLIO 1982
numero 0

ancora
        IN MARCIA!

sommario

pag.
 · Editoriale 1
· Manifestazione di Roma 3
· 29 aprile 1980 5
· Corporativi eccellenti
7
· Capo convoglio  8
· Dibattito 9
· Questo giornale  10
· Rubrica tecnica 11
· Capi deposito 12
· Contratto 13
· Nascita di In Marcia 15
· il Programma  16

Perché rifondiamo il giornale

  «1908-1982: "Ancora IN MARCIA" giornale autogestito dal P.d.M.».

   È stato scritto su un grande striscione che corre per tutta una parete della stanza macchinisti dì Firenze.

È la sintesi di un desiderio, di un progetto, di un legame di storia vissuta, che ora questo giornale intende esprimere nuovamente, mediante il sostegno e la voce diretta dei lavoratori.

Nel richiamo a «In marcia» c'è la volontà dì stabilire una continuità con una rivista che è stata il simbolo di una solidarietà, di una compattezza di classe e attaccamento al lavoro non comuni, e che solo il degrado culturale e morale, o la superficialità di certi ambienti pu_ averli confusi con corporativismo.

È un richiamo alla fase in cui «In marcia» rispecchiava e guidava un settore di lavoratori unito idealmente e sindacalmente e perciò capace di sostenere grandi lotte che furono di notevole contributo per tutto il movimento sindacale, specie nei suoi anni difficili del dopoguerra.

Memoria di esperienze vissute, non ancora disperse, che vivano in tante discussioni e che aggi reclamano una nuova e matura unità.

In primo luogo noi ci batteremo propria per questa unità, assolvendo nella nostra specifica realtà produttiva dei lavoratori del Macchina, aduna esigenza più ampia dell'intero movimento sindacale

UNITA' contro la frantumazione sindacale che è indotta fra i lavoratori per lo più da esigenze di apparato e che ci indebolisce gradualmente.

UNITA' costruita nel libero e approfondito confronto delle idee contro tutte le riserve mentali.

UNITA' fondata sull'affermazione di una mentalità "laica", cioè liberata dalla faziosità, dalla partigianeria di organizzazione, dalla negazione della realtà e delle proprie idee per ragioni di gruppo.

É per questa primaria esigenza, e consapevoli che questa mentalità laica sta crescendo, che il giornale si fonda e sì rivolge agli iscritti e non iscritti, agli aderenti ai sindacati senza nessun pregiudizio. É necessario che per i non iscritti esista un punto di riferimento, per evitare che la scelta della non tessera, non si tramuti nel disimpegno e nell'individuazione del comportamento sindacale. Dobbiamo far sì, inoltre, che ogni iscritto diventi un attivo trasformatore della propria realtà sindacale: che non si desista dalla militanza nei sindacati per contribuire al profondo cambiamento delle sue strutture; che però, al tempo stesso, sia possibile trovare in questo giornale un terreno unitario di confronto ideale, culturale, di esperienze tecniche e di lotta.

Ciò garantirà che tante energie non siano disperse dalla gravosità di tale progetto, dalla distanza, della disinformazione, dall'attuale mancanza di una struttura sindacale unitaria dei lavoratori del macchina.

Il giornale non intende dunque essere un alternativa organizzativa ai sindacati esistenti. La sua funzione è ad un tempo più modesta e più ambiziosa!

Ma altre esigenze hanno reso necessario e di attualità questo giornale.

L'URGENZA di un puntuale aggiornamento sui problemi tecnici, regolamentari e normativi in continua evoluzione, per avere una migliore professionalità e una svolgimento cosciente e critico del lavoro.

IL PIACERE di ricordare gli amici, di socializzare gli attimi di festa e di solidarietà trascorsi insieme.

IL BISOGNO di condurre una battaglia ideale, affinché i Consigli siano riportati ai suoi valori originari e possano svolgere un ruolo di riunificazione e di stimolo al cambiamento dei sindacati.

LA NECESSITA' di intervenire tempestivamente, con un orientamento collettivo, sulle scelte che modificano in profondità il nostro lavoro (DCO-Capo Convoglio, ecc.). Noi vogliamo fare questo, lo diciamo subito, sostenendo apertamente tutti gli sforzi fatti da quei settori aziendali e sindacali che, nel rispetto dei lavoratori, intendono sinceramente modernizzare e rendere produttiva questa Azienda.

Combatteremo, invece, tutte quelle forze del regresso presenti nel gruppo dirigente dell'Azienda e anche nei sindacati che si oppongono alle riforme dell'Azienda, che per clientelismo di apparato coprono profili professionali privi di serie motivazioni tecniche e produttive, mantengono norme sull'utilizzo del personale che per una produzione a ciclo continua come le F.S, provoca disuguaglianze e un forte sperpero di mezzi e di ricchezza sociale; elargiscono soldi con straordinari non fatti e si oppongono poi ad una seria politica salariale basata sul valore reale del lavoro svolta.

Questi sano in sintesi i motivi obiettivi che sorreggono il giornale. Ma la condizione più importante che lo ha reso possibile è la maturità avvenuta nei delegati di tanti depositi che, stimolata dalle tante lotte affrontate, da quella indimenticabile del maggio '80, dai troppi schiaffi ricevuti e che ora ha prodotto arguzia, autonomia di pensiero, determinazione ad invertire questa realtà di pregiudizio verso i lavoratori del macchina.

Faremo tutto questo mediante una cooperativa editrice costituita da centinaia dì lavoratori, mediante un giornale aperto al contributo e al confronto con altre realtà produttive e che nelle nostre intenzioni dovrà essere un esempio di democrazia, di libertà di espressione, di maturità civile.

                                                                                                                                    La redazione provvisoria