Un viaggio lungo un secolo
a cura di Alessandra Valentini

Un viaggio lungo un secolo, un viaggio che va dal 1908 al 2008, è quello compiuto dalla gloriosa rivista dei macchinisti ferrovieri. Questo volume di 132 pagine a cura di Alessandra Valentini e edito dalla Associazione Sempre in Marcia, celebra il centenario della rivista dei macchinisti In Marcia!. La copertina e le immagini all’interno sono tratte da disegni ad acquerello e china di Alessandra Cerini; il progetto grafico è di Massimiliano Raggi.
La rivista, nata a Pisa nel 1908 per opera del macchinista anarchico Augusto Castrucci, fu chiusa durante il fascismo (1926) e poi riaperta, dopo 19 anni di censura nel 1945. La pubblicazione fu poi interrotta tra il 1979 il 1982, per riprendere con il nome di ancora In Marcia!. Il libro racconta cento anni di storia della rivista ed i cento anni di lotta dei macchinisti, cento anni di idee che corrono sui binari, quindi cento anni di storia d’Italia e di storia del movimento operaio di cui i macchinisti ferrovieri sono stati da sempre gloriosa avanguardia. La prima parte del libro descrive - attraverso i contribuiti di Alessandra Valentini, Maria Cristina Cabassi e Antonio Fiorillo - la storia ed il perchè della rivista, le tematiche di cui si è occupata nei primi venti anni del 1900 sotto la direzione di Augusto Castrucci; poi il periodo della censura fascista e del regime; la coraggiosa resistenza dei ferrovieri; la riapertura nel 1945; la direzione di Ottavio Fedi dal 1949 al 1964; i turbinosi anni ’70 e la ripresa con ancora In Marcia! nel 1982.
La seconda parte, assolutamente inedita, si apre con un lungo ed appassionato dialogo tra Alessandra Valentini ed Ezio Gallori, leader storico dei macchinisti e anima della rivista dagli anni ’60 ad oggi. Con Ezio Gallori si ripercorrono gli anni dal 1957 al 2008, con racconti ed episodi che parlano sì di macchinisti e ferrovie ma soprattutto di giustizia, diritti, lavoro e lotte. Sempre nella seconda parte si dà voce anche agli altri attuali collaboratori della rivista, tutti ferrovieri, che con interventi o brevi interviste raccontano il loro rapporto con la rivista.
In Marcia! è una rivista completamente autogestita, dalla sua nascita ad oggi, e realizzata partendo dal punto di vista di una categoria – quella dei macchinisti – che ha sempre saputo guardare fuori dal locomotore a tutto il mondo del lavoro. Da qui le mobilitazioni contro la legge truffa, contro le repressioni di Scelba, contro la guerra – da quella del Vietnam a quelle del Golfo – e poi le campagne contro l’amianto, per la sicurezza sui luoghi di lavoro, e contro i licenziamenti politici. Una rivista militante.
La rivista ha consentito ai lavoratori di affrontare problemi concreti per poi arrivare alle questioni più generali, che uscivano dai limiti della categoria, portando un contributo importante a tutto il mondo del lavoro e per l’avanzamento delle condizioni di vita di tutti i lavoratori. Infatti, cardine dell’azione della rivista, è quello di non essere mai corporativi ma usare invece la forza della categoria per essere avanguardia per le più importanti lotte di tutti i lavoratori e dell’intero movimento operaio. Nel numero 1 del novembre 1908 si legge: “La nostra rivista deve essere tecnica, di critica, ed aggiungiamo di elevamento morale”. A questi principi i redattori di In Marcia! non sono mai venuti meno, assicurando sempre partecipazione, unità, confronto, solidarietà. La rivista si è sempre distinta come una pubblicazione di qualità, sostenuta e costruita dal solo contributo volontario dei ferrovieri.

Giuliano Aiardi Testimonianze di Giuliano Aiardi
Redattore di In Marcia, dal 1948 al 1964

 

Quella nuova ferrovia. Paola - Cosenza 1987
Bruno Cirillo - DLF Paola - Regione Calabria

"Un'immensa moltitudine di uomini... che passa sulla terra, sulla sua terra, inosservata, senza lasciare traccia, è un tristo ma importante fenomeno". (dal "Discorso su alcuni punti della Storia Longombardica in Italia" di Alessandro Manzoni)
Abbiamo pensato alla frase manzoniana, così suggestiva e gravida di dolorosa meditazione, e la assumiamo come punto di riferimento per una personale testimonianza nei confronti degli operai caduti nel corso della costruzione della Paola-Cosenza.
Li ricordiamo con commozione, con la certezza che il tempo non cancellerà la loro memoria: Essi infatti furono umili, ma nel ricordo non saranno oscuri, poiché sulla propria terra hanno lasciato una "traccia" indelebile, nell'opera che andiamo a descrivere, come segno concreto delle loro fatiche e del loro passaggio.

Operai deceduti in incidenti verificatesi nel corso dei lavori:
Mustica Santino 11/6/1969, Sacco Palmerino 17/6/1969, Marchese Gennaro 28/11/1969, Russo Orlando 22/7/1972, Cipriani Sandro 9/7/1980, D'Alvio Bruno 17/7/1982, Guida Vincenzo 27/11/1987, Rosa Francesco 27/11/1987.

Storie e racconti di un macchinista del '900
Ezio Gallori

"...Io, in questo breve racconto, non parlerò di fantasmi, ma di realtà vissuta e documentata, di fatti che oggi possono sembrare davvero dei fantasmi, per far comprendere ai giovani come era il mondo della ferrovia, e dei macchinisti in particolare, quando non c'erano telefonini né computer e tutto veniva fatto a mano, a cominciare dal TV 303 (registro del servizio cucito ogni giorno dal manovale, quello stesso "chiamatore" che in bicicletta, di giorno e di notte, si doveva recare ad avvisare il personale del comando o dello spostamento del servizio. Insomma, di un mondo sicuramente arretrato, ma efficiente se si pensa che per un minuto di ritardo causato ad un treno o per una soppressione anche di un "merci" c'era subito un'inchiesta ed una ricerca delle responsabilità. Con serietà, professionalità, impegno, solidarietà e tanta umanità si riusciva a mandare avanti un servizio forse più complesso di quello di oggi..."
Licenziato per sicurezza
Alessandra Valentini - Ed. Associazione "Sempre in marcia!"


"...Dalla ferrovia più sicura d'Europa siamo passati a quella forse più insicura.
Ma l'arroganza dei dirigenti, che ancora si ostinano a catalogare queste tragedie come "errori umani", non ha limiti e chi denuncia carenze e pericoli per la sicurezza, come è accaduto ai ferrovieri nella trasmissione Report, viene licenziato.
Chi si rifiuta, come Dante, di mettere in azione un illegittimo, pericoloso ed inutile strumento (Vacma) viene licenziato!
Dietro questi licenziamenti non c'è solo l'arroganza di dirigenti incapaci, protesi a difendere la loro filosofia della sicurezza, ma atti finalizzati ad ulteriori risparmi come l'uso di un solo macchinista alla guida dei treni. La mobilitazione spontanea dei lavoratori, lo spirito di solidarietà dei compagni di lavoro, la difesa dei valori della sicurezza, il largo fronte politico e culturale che si è schierato a fianco dei licenziati per la sicurezza nelle ferrovie, ci fa sperare che vinceremo anche questa fondamentale battaglia...".

Alle origini del movimento sindacale: i ferrovieri
Enrico Finzi - Ed. Il Mulino


"Della storia italiana del proletariato di fabbrica, del movimento socialista, dei loro rapporti sappiamo ancora troppo poco: delle origini del sindacato, poi, quasi nulla. Questo volume affronta appunto tali temi e lo fa esaminando le organizzazioni e le lotte dei ferrovieri - avanguardia della classe operaia - dall'Unità alla 'crisi di fine secolo. Esso ricostruisce nei dettagli il faticoso processo che porta dalle prime società di mutuo soccorso alle grandi leghe di resistenza degli anni '90, e descrive l'emergere di quadri e leaders proletari espressi dalle masse, capaci di guidarle a grandi scontri sociali e politici e all'incontro col partito socialista e con la cultura classista del primitivo riformismo italiano. Attraverso un largo uso delle citazioni dalle fonti, l'autore affronta in concreto i nodi del dibattito storiografico e politico: i rapporti fra partito e sindacato, tra autonomia e organizzazione operaia, tra cultura delle masse e cultura degli intellettuali; e, inoltre, le questioni delle politiche rivendicative, degli strumenti di lotta, della natura del socialismo riformista. Il risultato è una trattazione ad un tempo precisa e coinvolgente che, mentre porta un poco più avanti la frontiera del sapere storico, fa riemergere la straordinaria carica umana e politica di uomini che contribuirono a costruire quel radicamento sociale della sinistra italiana che costituisce un dato permanente del nostro sistema politico".

Balvano 1944 - I segreti di un disastro ferroviario ignorato
Gianluca Barneschi - Ed. Mursia

"Ragion di Stato, censura militare e indagini frettolose nascosero l'orribile morte di oltre 600 passeggeri del treno 8017.
Nelle prime ore del 3 marzo 1944, a Balvano, in provincia di Potenza, più di 600 persone morirono in un assurdo e incredibile incidente ferroviario: il più grave della storia.
Ancora più incredibile è la maniera nella quale questa tragedia che ha avuto molti responsabili è stata ignorata dalla memoria collettiva. Indagini sbrigative, censura militare e ragion di Stato congiurarono per una quasi completa rimozione dell'accaduto. Ad alcune tra le famiglie delle vittime, dopo lunghe vicende giudiziali, fu riconosciuta una modesta indennità, ma il loro desiderio è sempre stato quello di un'adeguata conoscenza e di un doveroso ricordo del dramma vissuto. E invece quella di Balvano fu, è stata e continua a essere una strage con molti responsabili e nessun colpevole, come molte altre del dopoguerra italiano, con l'aggravante di essere totalmente ignota ai più".

E' in arrivo sul binario n... - Memorie del territorio.
Adriano Sois - Pubblicazione promossa dalla Circoscrizione 4/DLF Livorno

"La Pieve di San Martino in Salviano, la Chiesa più antica di Livorno, deve II probabilmente la sua denominazione al Santo cui erano dedicati frequentemente le località e gli edifici di culto posti lungo le strade che conducevano i pellegrini a Roma.
Un borgo rurale, dalle risorse limitate, che era comunque un centro di ospitalità e di scambi tra genti diverse, in continuità con una storia (e protostoria) che ci riporta all'epoca della romanizzazione, ed ancora più indietro nel tempo.
Forzando il concetto, arriviamo alla Stazione Ferroviaria, luogo di viaggi, di attese, di incontri, per ritrovare una delle vocazioni del nostro territorio. I quartieri di terra, nella città del mare, sono ricchi di storia, antichissima e più recente, e con la loro specificità hanno contribuito a definire la nostra identità. I ferrovieri sono un pezzo importante della storia del movimento dei lavoratori della nostra città, così come è importante e caratterizzante il quartiere sorto intorno alla Stazione, al viale Carducci, al viale Risorgimento. Vogliamo contribuire alla riscoperta di questa parte di Livorno, ritrovarla, e restituirla ai residenti ed alla città. Questo volume, il settimo nella collana "memorie del territorio", è una tappa di questo percorso, per cui ringraziarne l'autore, per la passione e l'impegno profuso, da studioso e profondo conoscitore della nostra città. Un ringraziamento sincero anche all'Associazione Dopolavoro Ferroviario di Livorno, per la collaborazione che abbiamo iniziato con questa iniziativa, per il loro impegno e presenza tra i lavoratori e sul territorio.
Il Presidente della Circoscrizione 4: Marco Cavicchi"

Ferrovieri in marcia
Giuseppe Pavone

"Nel volume "Ferrovieri in marcia" l'Autore ricostruisce, con ricchezza di dati ed accurata analisi, un momento particolare della storia delle ferrovie e dei ferrovieri in Italia, quello delle origini del sindacato ferroviario, attraverso la rievocazione degli avvenimenti che portarono dalla organizzazione delle prime forme associative di mutuo soccorso alla costituzione del primo sindacato ferroviario unitario, coprendo un arco di tempo intercorrente dall'unità d'Italia alla I guerra mondiale compresa. Poiché la bibliografia ferroviaria e sindacale italiana si caratterizza, purtroppo, per scarsità di pubblicazioni relative al periodo antecedente la costituzione delle Ferrovie dello Stato, il lavoro di G. Pavone contribuisce a colmare questa lacuna storiografica ponendo in luce la complessa maturazione che i ferrovieri italiani seppero sviluppare nonostante la loro diversità di mansioni, mestieri, estrazione sociale, provenienza geografica e politicizzazione, in un'epoca che non lasciava spazio alle rivendicazioni e trovava i lavoratori del trasporto ferroviario suddivisi in molteplici società. Ma oltre a delineare un primo bilancio critico del nascente movimento sindacale ferroviario in Italia, il testo offre anche la possibilità di trarre elementi utili a decifrare le vicissitudini che nei tempi odierni sta affrontando la categoria del personale ferroviario. Il volume è corredato di un'appendice dedicata ai più importanti sodalizi ferro viari fondati nell'800 ed ancora esistenti, come la Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, la Banca Nazionale delle Comunicazioni, il Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani, nonché di una raccolta di documenti di non facile reperimento; un interessante indice cronologico, una mirata bibliografia e 34 tavole fuori testo concludono questo lavoro. Un libro, questo, scritto col rigore scientifico della ricerca ed insieme con la passione di chi conosce dall'interno la complessa realtà del mondo dei trasporti fèrroviari e ne comprende il ruolo determinante per definire i caratteri di un'epoca; ma anche un libro che si caratterizza per godibilità della scrittura, fluente ed insieme incisiva e precisa, elegante e mai superflua".

Dalla fronda alla talpa
Poesie, scritti, disegni di varia umanità della realtà quotidiana di macchinisti talpisti.

"La sera del 28 ottobre 1999 ci trovavamo sulle alture del bresciano in una delle nostre uscite di "fronda" (che oggi continuano ma sì chiamano grillotalpa). In quell'occasione fu lanciata l'idea di una pubblicazione che raccogliesse e valorizzasse poesie, scritti e disegni che venivano fuori in occasione di quelle nostre rare ma intense uscite.
L'idea fu subito accolta con entusiasmo, e decidemmo tutti assieme che uno scritto di Carmine, nato in realtà come una sorta di quesito, ne diventasse la prefazione, per l'involontaria ironia che conteneva, frutto della straordinaria allegria ed umanità che solo uno come Carmine sapeva trasmettere. Gli eventi fecero slittare il progetto, fino a quando arrivò quel maledetto 21 febbraio 2002.
Oggi, siamo riusciti finalmente a concretizzare quel progetto nato sei anni fa, e lo dedichiamo a Carmine e a tutti i colleghi che in questi anni se ne sono andati.
Milano, 24 dicembre 2005"

"Percorsi di vita e di lavoro dei macchinisti italiani" - Convegno di studi.
Ivar Oddone - Monica Barisene - Livia Graziano

"Quando, nell'ormai lontano 1985, demmo alle stampe la prima edizione del "Catalogo della Biblioteca Cesare Pozzo", nella prefazione scrivemmo che quella pubblicazione avrebbe costituito il punto di partenza per la "... realizzazione di iniziative culturali che vedranno la nostra cultura oggetto di sollecitanti studi". Fummo facili profeti, perché a distanza di qualche anno ci sembra di poter legittimamente dire di aver tenuto fede a quell'impegno con la iniziativa della ricerca sui "Percorsi di vita e di lavoro dei Macchinisti Italiani", ricerca promossa dal nostro Sodalizio e sviluppata dal prof. Ivan Oddone, del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino, coadiuvato da un gruppo di giovani ricercatori da Lui coordinati. Il convegno di studio nel corso del quale sono state rese pubbliche e discusse le risultanze scientifiche di quella ricerca, nonché il confronto ravvicinato con l'Ente FS, i Sindacati di categoria e leforze sociali, ci autorizzano a dire che veramente la "nostra cultura" è in grado di sollecitare studi rigorosi e approfonditi. Una conferma a questa nostra convinzione viene altresì dall'interesse dimostrato dal prof. Oddone, che a più riprese ha dichiarato la sua disponibilità a dar vita insieme a noi a una sorta di "osservatorio permanente" su tali problematiche, allargando e approfondendo la base della indagine di partenza. E tale consapevolezza che ha convinto il gruppo dirigente del Sodalizio a dare alle stampe gli "Atti" di quel convegno, con un ulteriore sforzo economico, affinché si possa riflettere in maniera più approfondita su quanto l'indagine ha portato in superficie...".
 

Elio Carrea - L'uomo, il sindacalista, il suo tempo
A cura di Mario Fratesi.

Dalla prefazione di Stefano Maggi:
"....In oltre trent'anni di attività sindacale, Elio Carrea aveva visto un mondo del lavoro in incessante evoluzione e un mondo dei trasporti in crescita caotica, con un predominio assoluto degli autoveicoli avviato proprio negli anni in cui egli iniziava il lavoro in ferrovia. Come tutta la sua generazione, aveva creduto con forza nella politica e nei valori usciti dalla lotta di liberazione e dalla Resistenza, molto sentiti nella Genova dove era nato e cresciuto. Valori assai forti anche nel mondo ferroviario, dove sindacati e ideologie politiche avevano trovato un ampio radicamento fin dagli anni a cavallo fra '800 e '900 e dove la politica aveva il ruolo di cementare le diverse istanze di qualifica, rendendo i ferrovieri una categoria unitaria che lottava compatta per il miglioramento delle condizioni operaie, pur con alcune peculiarità autonomistiche..."

Associazione Amici del Museo della Scienza "Elio Carrea" - Milano

Fuori dai soliti binari
Paola Donatucci e Umberto Di Maria

31 insoliti itinerari su ferrovie secondarie in Italia. In tempi di Tav e Alta velocità vi proponiamo le "ferrovie secondarie": linee su cui non passano Eurostar o Intercity ma treni locali, al massimo interregionali.
Vagoni coi sedili in similpelle e qualche volta ancora in legno; ferrovie che uniscono paesi e cittadelle alla periferia del viaggiare.
Trentuno itinerari sui binari, nel cuore dell'Italia minore, lontani dal tumulto del turismo delle grandi città d'arte: per ognuno una scheda descrittiva del territorio, le tappe, i tempi di percorrenza, le tariffe, gli orari e i riferimenti perché il viaggio sia occasione di incontro con le comunità locali. Fuori dai soliti binari!

ISBN 8889385634  - 128 pagine  -  aprile 2006
(fonte: www.terredimezzo.it)
Sullo stesso treno
Marco Bottoni
Fara Editore

Quanti, sullo stesso treno? Tanti, tantissimi i molti e i pochi, i vincitori e i vinti. I Tutti e i Nessuno.
I personaggi di questi quindici racconti si passano il testimone nel compimento di quello che è un unico percorso dentro “i loro sogni, i loro incubi e le loro frustrazioni, le loro solitudini e i loro disincanti”. Su un treno tanto ideale quanto vero, attraversano il fantastico e il surreale, l’ironico e il tragico, il sorprendente e il déjà-vu, incontrando di volta in volta il ricordo e la speranza, il dolore e il piacere, il sole caldo del vivere e la nebbia fitta del morire.
Il giovane manager in carriera e il vecchio macchinista in pensione, l’innamorato deluso e il sognatore ostinato, il cinico spietato e l’inguaribile romantico spuntano qua e là apparendo all’improvviso in uno scompartimento, sotto una pensilina, lungo un binario, tutti accomunati nello stesso viaggio alla ricerca di un motivo, di uno scopo, di una giustificazione; e ognuno, in fondo, alla ricerca di se stesso. E di un Lettore, al quale porre una domanda:
“Quanti siamo, sullo stesso treno?”

172 pagine
ISBN 8887808961
Il Sindacato Ferrovieri Italiani dalle origini al fascismo 1907-1925
 a cura di Maurizio Antonioli, Giorgio Checcozzo

Milano : Unicopli, 1994.
Pagine 350. Cm. 17x24.
ISBN 88-400-0350-9

Biblioteca della Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo Milano

Le lotte ferroviarie che commossero il Messico
Demetrio Vallejo Martìnez - A cura dei Nuclei Ferrovieri Internazionalisti - Quaderni di pagine marxiste
Per ulteriori informazioni clicca qui.

"Nel biennio 1958 - 1959 i ferrovieri messicani furono protagonisti di una serie di lotte arrivando a scontrarsi frontalmente con gli apparati statali. Le rivendicazioni, inizialmente di natura salariale, puntavano al diritto dei lavoratori di scegliere, e non di vedersi imporre, i propri rappresentanti. La risposta dello stato agli scioperi e alle occupazioni degli impianti fu brutale. L'esercito attaccò i ferrovieri in sciopero, si ebbero morti, feriti e centinaia di arresti.
Gli organizzatori delle agitazioni subirono pesanti condanne; i due principali, Demetrio Vallejo e Valentin Campa, rimasero in carcere 11 anni. Nel corso della prigionia, Vallejo scrisse una memoria sulle cronache della vertenza: nel 1967 questa memoria, intitolata
Las luchas ferrocarrileras que conmoveron a México (on'genes, hechos y verdades históricas), venne pubblicata a Città del Messico dal Movimiento de Liberación Nacional. La valenza straordinaria di questo scritto, che si può desumere dal contesto in cui è maturato, l'importanza dell'argomento trattato, gli insegnamenti per il presente, ci hanno spinti a tradurre e presentare questa versione in italiano, inedita nella nostra lingua."

Il 1938 non deve tornare
A cura de "la talpa", giornale del personale di macchina stampato a Milano.

"...La lettura di queste testimonianze, di seguito raccolte - testimonianze tanto semplici quanto ricche di grande valore storico - espresse da chi subì prima di noi il sistema vigilante (di un livello tecnologico proprio di quell'epoca, ma concettualmente del tutto simile a quello odierno), offre notevoli spunti di riflessione, di impressionante somiglianza con la realtà odierna.
Il tutto ci impone di continuare a difendere il doppio macchinista e tutto ciò che è stato conquistato dalle generazioni di lavoratori che ci hanno preceduto a prezzo di grandi sacrifici."