Maggio 2006
23 maggio 2006
Festa
del macchinista e del Pensionato.
(articolo di Alessandra Valentini)
Quando scendi da un treno a vapore alla stazione di Pistoia e trovi ad
accoglierti la banda che suona l'"Inno dei lavoratori", allora pensi: "un
altro mondo è possibile". Si è aperto così, il 23 maggio scorso,
l'appuntamento annuale della Festa dei macchinisti, organizzata dalla
rivista Ancora in marcia! ed animata dalla presenza, dal calore e dalla
capacità organizzativa di Ezio Gallori, leader storico di tutti i
macchinisti. La partenza sul treno a vapore - il 685 - è per le 10.15 dalla
stazione di Firenze: tutti in marcia sulle littorine di legno, contenti di
respirare il carbone e sentire il fischio del vapore. Il treno procede a
velocità elevata e sulla motrice non ci sono le attrezzature tecnologiche
(utilissime ed indispensabili oggi), ma c'è solo il fuochista, che mette
palate di carbone, ed il macchinista, che guida con occhio vigile e braccia
forti. Dopo l'entusiasmo che si prova perché si sta viaggiando sul treno che
tutti da bambini, e non solo, abbiamo sognato e disegnato, rifletti su quale
fosse il duro lavoro dei ferrovieri e quante battaglie hanno saputo fare
anche per migliorare le condizioni di lavoro. Battaglie simili a quelle di
oggi, come testimonia la presenza alla manifestazione dei ferrovieri
licenziati nel 2004, a seguito della trasmissione Report, e del macchinista
licenziato a marzo per aver rifiutato l'Uomo Morto.
Si capisce subito che la giornata sarà di festa ma anche di lotta, nella
migliore tradizione dell'orgogliosa tradizione dei macchinisti. Sono stati
consegnati premi ai ferrovieri neo pensionati, e a quei macchinisti - alcuni
molto giovani - che si rifiutano di guidare i treni dotati di Vacma e
quindi, come si dice tra i macchinisti, di "pedalare". Macchinista ad
honorem è stata nominata Franca Rame, che ha confermato il proprio impegno
al fianco dei licenziati. Lo stesso impegno ribadito proprio il 23 maggio
anche da Oliviero Diliberto che, impegnato in quelle ore nel dibattito per
la fiducia, nel suoi intervento ha ricordato le storie dei cinque ferrovieri
licenziati.
Premi anche per la stampa, con riconoscimenti a giornalisti del manifesto,
Unità, e Rinascita, per l'attenzione e la serietà dimostrata nel raccontare
e denunciare storie di lavoratori e di quotidiane ingiustizie. Siamo stati
premiati come "giornalisti dalla schiena dritta": un vero onore, perché il
riconoscimento viene da lavoratori con la schiena dritta, che hanno
denunciato quello che non va nelle nostre ferrovie in materia di sicurezza
(per lavoratori e viaggiatori) e di tutele e diritti dei lavoratori.
(Per vedere alcune foto della festa,
clicca qui)