Agosto 2006

CONTINUA IL BALLETTO DELLE NOMINE FS

FERROVIE: BIANCHI, NO DOSSIER NOMINE A PROSSIMO CDM
(ANSA) - ROMA - ''Non mi risulta che il dossier delle nomine per le Ferrovie sara' affrontato nel prossimo Consiglio dei ministri, che sara' dedicato alla Finanziaria''. Cosi', il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha risposto a chi gli chiedeva di una imminente decisione del cambio dei vertici delle Ferrovie. Il ministro ha sottolineato che l' argomento ''non e' nell' ordine del giorno'' e, quanto ad accordi sui manager che dovrebbero subentrare all' attuale numero uno Elio Catania, ha risposto: ''Sono impreparato, non so di nessun accordo''. In particolare sul tandem Cipolletta-Moretti (che secondo indiscrezioni sono indicati rispettivamente prossimi presidente e Ad della holding), Bianchi ha osservato che si tratta ''di una delle tante accoppiate girate anche in passato. Bisogna aspettare che maturino''. In occasione della ripresa delle riunioni della cabina di regia sui trasporti, Bianchi ha annunciato che intende porre la questione del reperimento delle risorse per il settore ed in particolare, ha detto, ''chiedero' il rinnovo del parco rotabile'' delle ferrovie, perche' ''i treni sono vetusti''. Su questo fronte, ha osservato il ministro, ''ci vuole un investimento massiccio da parte dello Stato''. (ANSA). DR/IAT

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 29/08/2006 19:02
 

SETTIMANA DI PRESIDIO ORGANIZZATO ALLA STAZIONE TERMINI
18 - 23 settembre 2006

L'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, il Comitato di Solidarietà con i licenziati e la rivista dei macchinisti, "Ancora IN MARCIA!" intendono promuovere una iniziativa pubblica per illustrare e divulgare ai viaggiatori, ai rappresentanti istituzionali ed agli organi di stampa le gravi inadempienze delle FS in materia di sicurezza.

Mentre la qualità e la sicurezza del trasporto ferroviario diminuiscono, si inasprisce l'atteggiamento di sfida dell'azienda FS, non più soltanto contro i ferrovieri ma ormai anche nei confronti delle Autorità: ignora i pronunciamenti parlamentari, decine di provvedimenti delle ASL contro l'Uomo Morto, calpesta il Sindacato e importanti accordi nazionali di settore, ignora le sentenze di condanna del Giudice del Lavoro, licenzia per ritorsione i lavoratori e i delegati sindacali che denunciano insicurezza, crea consapevolmente le condizioni per l'aumento della conflittualità nel settore.

Chiediamo a tutti i ferrovieri, ai delegati RSU e RLS, alle Organizzioni sindacali di categoria, nazionali e regionali ed alle associazioni di aderire e dare il proprio contributo organizzativo per la riuscirta dell'iniziativa.

I delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri

Seguiranno ulterioni informazioni.

Roma, 24 agosto 2006

Uomo Morto bocciato dal giudice, ora servono altre risposte
di Alessandra Valentini

“Trenitalia deve adempiere agli accordi sindacali con cui si era impegnata alla progressiva disattivazione del dispositivo Vacma nei locomotori”. Ed ancora, “il giudice dichiara antisindacale la condotta di Trenitalia consistente nell’inadempimento agli accordi sindacali di cui in motivazione (…). Ordina a Trenitalia di dare adempimento a tali accordi”. A dirlo non sono i macchinisti o i loro sindacati ma è il giudice del lavoro di Firenze, Giuseppe Muntoni, che il 17 agosto ha condannato Trenitalia a rimuovere quel dispositivo; il Vacma (in francese Veille Automatique Control par Maintien d'Appui ed in italiano Sistema di controllo automatico del mantenimento della vigilanza) è il famoso e famigerato Uomo Morto, contro la cui introduzione i macchinisti si battono da oltre tre anni; gli accordi disattesi sono quelli del 19 aprile 2005, del 23 giugno 2005 e del 25 gennaio 2006, che precedevano la disattivazione del Vacma sui locomotori in transito sul territorio della regione Toscana. Accordi mai rispettati dalle ferrovie, nonostante numerose Asl di tutta Italia – in base alla loro competenza in materia di 626 – avevano dichiarato insicuro l’Uomo Morto, multando e sanzionando Trenitalia per l’utilizzo.
Ricordiamo che il dispositivo Vacma, dagli addetti ai lavori definito più eloquentemente Uomo Morto (poiché dimostra solo che il macchinista è vivo o morto), è un pedale che il macchinista, per tutto il tempo del lavoro, deve pigiare a intervalli regolari. Per 55 secondi tiene il piede premuto sul pedale, poi lo lascia ma per non più di 2 secondi e mezzo: se il macchinista non “pedala” secondo queste modalità il treno si blocca. È ovvia l’assurdità di tale meccanismo che incatena con movimenti innaturali e ripetitivi il macchinista al posto di guida ed in più ne impegna la concentrazione sul meccanismo anziché sulla strumentazione di bordo e sulla segnaletica a terra. Un meccanismo che nulla aggiunge e tutto toglie sul fronte della sicurezza, ma che serve a Trenitalia come escamotage tecnico ed alibi per introdurre su tutti i nostri treni un macchinista al posto di due. I due macchinisti erano lo “standard” che per anni ha consentito alle nostre ferrovie di essere le più sicure d’Europa. Da alcuni anni questo primato è solo un ricordo. Ma non basta: Trenitalia negli ultimi due anni, anziché preoccuparsi della questione sicurezza in modo adeguato e con la giusta attenzione, ha portato un attacco senza precedenti nei confronti di quei lavoratori che si sono occupati di sicurezza nell’interesse di chi sui treni ci viaggia e ci lavora. Gli episodi più gravi ed eclatanti, perché sfociati nel licenziamento, sono quelli dei ferrovieri che avevano partecipato alla trasmissione Report e poi il licenziamento del macchinista e Rls Dante De Angelis, licenziato a marzo perché non aveva guidato un treno attrezzato con il Vacma.
Oggi la decisione del giudice del lavoro di Firenze rafforza e dà soddisfazione alle lotte di questi mesi contro un’ingiustizia palese ed odiosa come il licenziamento di un lavoratore nel pieno svolgimento del suo mandato e nel corso di una vertenza sulla sicurezza: la questione non era e non è solo il lavoro, ma – non ci stanchiamo di ripeterlo - i diritti più in generale. Tuttavia la sentenza del giudice suscita (almeno in me) anche un po’ di rabbia. Rabbia per il muro di gomma con cui si sono scontrati quanti in questi mesi hanno protestato, scioperato, scritto, solidarizzato contro i licenziamenti e contro l’Uomo Morto. È stato spiegato, raccontato, dimostrato e fatto provare cosa fosse l’Uomo Morto; è stato detto che il macchinista De Angelis doveva essere premiato e non licenziato per la sua azione e per le sue battaglie per la sicurezza. Oggi a dare ragione a i lavoratori e a chi ha abbracciato la loro giusta lotta e le loro sacrosante rivendicazioni arriva il tribunale.
Ma da tutti gli altri quando arriveranno le risposte? Chi “pagherà” per l’avventato ed ingiusto licenziamento di Dante De Angelis? Quando tornerà al lavoro Dante? Chi sosterrà ancora le ragioni del Vacma (tra i dirigenti Fs)? Di chi è la responsabilità che sui treni di Crevalcore e Roccasecca era istallato l’Uomo Morto? Di chi è la responsabilità di morti che potevano essere evitate? Di chi è la responsabilità che le Ferrovie dello Stato, una delle più grandi aziende pubbliche, hanno calpestato i lavoratori ed i loro diritti? Per sanare tutto questo non basta la risposta, comunque fondamentale, che viene dalle aule di tribunale: servono altre risposte ed altre azioni.
18 agosto 2006

NOMINE: FS; GALLORI, CENTRO-SINISTRA HA DOVERE DI RINNOVARE
LEADER STORICO MACCHINISTI, NON PROMUOVERE RESPONSABILI DEGRADO (ANSA) - ROMA, 3 ago - Il leader storico dei macchinisti delle Ferrovie Ezio Gallori scende in campo per commentare 'la ventilata promozione degli attuali vertici del Gruppo FS' affermando che 'rappresenterebbe una sorta di tradimento degli impegni politici ed elettorali assunti dal centro sinistra di fronte al popolo italiano per il rilancio del servizio ferroviario'. In una nota, Gallori sottolinea che il centro-sinistra 'ha ricevuto dagli elettori un mandato preciso che non deve essere disatteso: quello di dare al Paese segnali concreti di rottura con le politiche di Lunardi e Berlusconi'.
Gallori si chiede 'come si possano premiare quegli stessi dirigenti 'oggettivamente responsabili' del degrado di cui siamo vittime come cittadini, viaggiatori e ferrovieri' e osserva che 'il ministro Padoa Schioppa ha forse gia' dimenticato i disservizi quotidiani, le zecche, i disastri di Crevalcore, Bolognina, Rometta Marea e la diminuzione della sicurezza, le proteste dei pendolari di tutta Italia. Qualcuno - prosegue Gallori - gli ha fatto presente l'impoverimento di professionalita' subito dalle FS con l'esodo forzato di 100.000 ferrovieri tutto a carico dell'Inps - e, da ultimo, il gravissimo stato dei bilanci?'.
Se i ministri Padoa Schioppa, Bianchi e Di Pietro 'non individueranno figure di prestigio e con idee migliori per guidare le FS vorra' dire che negli ultimi anni non hanno mai usato il treno, non hanno letto i giornali e non hanno capito l'importanza strategica del trasporto ferroviario, in termini politici, economici e ambientali. Se poi - conclude Gallori - le scelte sui nuovi dirigenti sono condizionate da indicibili logiche lottizzatorie, che almeno sia fatto uno sforzo per una 'lottizzazione di rinnovamento' e non per una 'lottizzazione premiale' a vantaggio dei 'colpevoli' di questo drammatico stato di cose'.(ANSA)